Otto professionisti a Napoli, dal 2005. Veniamo dalla carta stampata e ce lo portiamo dietro in tutto quello che facciamo.
Bangherang non nasce in un garage. Nasce dentro iTheritage, una casa editrice napoletana di guide turistiche. È da lì che viene il nostro modo di fare pagine che si leggono.
Ce l'ha insegnato il nostro maestro, trent'anni di Mondadori alle spalle. Una cosa sola, ma buona: le regole dell'editoria non sono cambiate perché è arrivato lo schermo: una gerarchia chiara, spazio intorno al testo, righe della lunghezza giusta.
Prima di lui facevamo siti larghi e sbrodolati, come tutti. Dopo abbiamo smesso di riempire e cominciato a impaginare: si vede in quello che facciamo, e si vede pure in questa pagina.
Cominciamo dentro una casa editrice, portando sul web le regole della carta stampata.
Dai siti ai programmi che fanno lavorare le aziende. Qualcuno di quei clienti è ancora con noi.
Otto persone a Napoli. E l'idea di partenza intatta: semplificare i processi aziendali.
Un gestionale non è bello o brutto: è chiaro o confuso. E chiaro non dipende dal colore del pulsante, ma dall'aver deciso prima cosa deve leggere per primo chi apre quella schermata alle sette del mattino.
Per questo da noi la grafica non arriva alla fine. È il primo passo, e viene dalla carta: le stesse regole che servivano per una guida turistica servono per una schermata di magazzino.
Quando poi serve anche fuori dallo schermo, lo facciamo: un marchio, un catalogo, un listino, l'insegna, l'etichetta. Gli stessi strumenti dell'editoria, usati da chi li usa per mestiere.
Per questo un nostro gestionale e un nostro sito sembrano fatti dalla stessa mano: lo sono.
Otto persone, base a Napoli. Nessun centralino, nessun ticket, nessun passaggio da tre uffici. Chiamate, e risponde chi quel programma l'ha scritto.
Non prendiamo più lavoro di quanto ne possiamo seguire. Per questo alcuni clienti stanno con noi da quindici anni, e per questo certe cose non le facciamo.
Curioso di mestiere. Reti, server, motori, tipografia: qualunque cosa abbia una logica dentro e si possa smontare. Ha cominciato con le reti e non ha mai smesso, ma la parte che gli interessa davvero è entrare in un'azienda e capire come lavora. Risponde al telefono anche quando sarebbe meglio di no.
Il nome dello studio è colpa sua, e gliene siamo grati. Pignolo fino allo sfinimento: rilegge tre volte, e la terza trova sempre qualcosa. Insopportabile da sentire e fondamentale da avere.
Tiene in piedi i sistemi che girano da anni. Non è il lavoro che si racconta nei convegni. Ma è per quel lavoro che i clienti restano.
Niente esercizi: da noi si impara sul codice che qualcuno usa davvero, con qualcuno di più esperto che rilegge. Più lento all'inizio, molto più veloce dopo.
Ha il talento raro di usare un programma nel modo in cui non era previsto. Clicca dove non si dovrebbe, scrive quello che nessuno scriverebbe, e trova cose ferme lì da mesi. Meglio che le trovi lui.
Sta fra chi il lavoro lo fa e chi il programma lo scrive, che è il punto esatto dove i progetti falliscono. Fa molte domande, finché non è sicuro di avere capito.
Fa arrivare le persone giuste, e soprattutto smette di far arrivare quelle sbagliate: è la metà del lavoro, e quella di cui nessuno parla. Ha anche il merito di dirci quando una cosa che abbiamo scritto non si capisce.
Viene dalla carta e si vede. Disegna marchi, impagina cataloghi, prepara le schermate prima che qualcuno le scriva. Si accorge che due righe non sono allineate quando nessun altro se n'era accorto, e non riesce a lasciarle così.
Lavoriamo insieme da anni, sugli stessi progetti, con le stesse persone. Nessuno viene sostituito a metà strada, e nessuno eredita un lavoro cominciato da un altro senza sapere perché era stato fatto così.
Su un progetto entra chi serve davvero: se c'è da disegnare, c'è il grafico; se c'è da salire su una scala e montare un access point, c'è chi lo fa di mestiere. Ognuno il suo, tutti sullo stesso lavoro.
Chi vi risponde al telefono sa a che punto sta il vostro progetto senza dover chiedere in giro. Il motivo è semplice: siamo pochi e ci vediamo tutti i giorni.
E se serve una competenza che non abbiamo, ve lo diciamo invece di improvvisarla.
Gestire i social bene è un mestiere a tempo pieno: serve gente che ci sta dentro tutti i giorni e risponde ai commenti alle nove di sera. Noi facciamo altro, e preferiamo farlo bene.
Ne facciamo tre, gestionali, siti e reti, e li facciamo da vent'anni.
Ma non vi lasciamo soli: lavoriamo con agenzie che i social li fanno di mestiere, e ve le presentiamo noi. Trovate già la persona giusta, senza cercarla.
Meglio essere l'unica scelta per una cosa che una scelta possibile per dieci.
Ce lo chiedono a ogni presentazione, senza eccezioni. E ogni volta il nome torna indietro storpiato in un modo nuovo: Bangherangh, Bengherang, Bangaran, Bumerang. Ne abbiamo sentite talmente tante che ormai facciamo il tifo per quella piu' creativa.
Viene da Peter Pan. E' il grido dei ragazzi perduti, quelli che non crescono mai e vanno all'avventura lo stesso. L'idea fu di Ernesto, che lo studio l'ha fondato insieme a Giampiero.
Sembra una scelta da ragazzini, e in parte lo e'. Ma dopo vent'anni di gestionali, server e cavi da tirare, quel nome e' l'unica cosa che ogni giorno ci ricorda di prendere sul serio il lavoro, ma non noi stessi.
E comunque si scrive con la h. Ci abbiamo rinunciato: chiamateci come vi viene.
Nel nostro mestiere si usano termini che non vogliono dire niente a chi sta fuori. Eccoli, con accanto quello che significano davvero.
Ogni notte i programmi che seguiamo fanno da soli le cose noiose: si allineano i dati, si controllano i conti, si salvano le copie di sicurezza.
Se qualcosa non torna, la mattina lo sappiamo noi prima di voi. Meglio accorgersene il martedì che a fine mese.
Raccontateci cosa non funziona nel modo in cui lavorate adesso. Il primo incontro serve a capire se conviene fare qualcosa: a volte la risposta onesta è no, e ve lo diciamo subito.
Oppure chiamateci: 351 240 7196 · [email protected]
Vorremmo capire quante persone leggono queste pagine e quali. Sono dati anonimi e ci servono solo a scrivere meglio. Se preferisce di no, il sito funziona identico.